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Ecografia pelvica: quando serve e come ci si prepara

L’ecografia pelvica è l’esame che decide più cose di qualunque altro in ginecologia, e anche quello che più spesso viene ripetuto senza motivo. Vale la pena sapere prima quale via si userà, in che giorno del ciclo ha senso farla e che cosa quell’esame non può dire.

Transvaginale o sovrapubica: non è una preferenza

La via transvaginale avvicina la sonda a utero e ovaie e dà una risoluzione che la via addominale non raggiunge: endometrio, follicoli, piccole cisti, noduli di endometriosi profonda si vedono solo così. La via sovrapubica, con la vescica piena, serve quando la transvaginale non è praticabile — nelle pazienti che non hanno mai avuto rapporti, in caso di vaginismo, o quando occorre una panoramica di un utero molto voluminoso che non entra nel campo della sonda endocavitaria.

Nella pratica si combinano: si parte dalla via che risponde al quesito e si aggiunge l’altra se il quadro resta incompleto. Chiedere “solo l’ecografia esterna” per un sospetto di endometriosi significa, nella maggior parte dei casi, dover ripetere l’esame.

Il giorno del ciclo cambia il referto

Non è un dettaglio organizzativo: lo stesso utero dà risultati diversi secondo il giorno.

Giorno del ciclo consigliato secondo il quesito clinico
Quesito Giorno consigliato Perché
Polipi e patologia endometriale 5º–10º L’endometrio sottile lascia vedere la lesione
Riserva ovarica (conta dei follicoli antrali) 2º–5º Le ovaie sono a riposo, i follicoli sono confrontabili
Monitoraggio dell’ovulazione dal 10º in poi, seriato Serve seguire la crescita, non fotografarla una volta
Cisti ovarica da rivalutare dopo il flusso successivo Le cisti funzionali scompaiono da sole
Dolore pelvico, sospetta endometriosi nei giorni del dolore I noduli e la dolorabilità mirata si apprezzano meglio

In menopausa il giorno non conta e l’esame si esegue quando serve. In gravidanza il calendario è un altro e lo stabilisce chi segue la gravidanza.

Come ci si prepara

Per la via transvaginale la vescica deve essere vuota: una vescica piena sposta l’utero e peggiora l’immagine. Per la via sovrapubica serve il contrario, circa mezzo litro d’acqua un’ora prima. Non è richiesto il digiuno. Le ovaie si vedono peggio quando l’intestino è pieno di gas: una cena leggera la sera prima aiuta più di qualunque preparato. L’esame si può eseguire durante il flusso, e in alcuni casi è proprio quello il momento giusto.

Conviene portare i referti precedenti, anche vecchi: il valore di un’ecografia aumenta molto quando c’è un confronto. Una cisti stabile da tre anni e una comparsa in sei mesi hanno significati opposti pur avendo la stessa immagine.

Che cosa l’ecografia non dice

Non dà una diagnosi di tumore: descrive caratteristiche che orientano verso benignità o malignità, e la conferma resta istologica. Non esclude l’endometriosi superficiale, che può dare molto dolore senza immagini. Non misura la pervietà delle tube, per cui serve la sonoisterosalpingografia o l’isterosalpingografia. E non sostituisce il Pap test o il test HPV: il collo dell’utero si studia con il prelievo citologico, non con gli ultrasuoni.

Il limite più pratico, però, è un altro: un’ecografia senza un quesito clinico preciso produce referti pieni di dettagli e nessuna decisione. “Controllo di routine” è il modo più comune per trasformare un esame utile in un esame inutile.

Quando ripeterla, e quando no

Una cisti semplice sotto i cinque centimetri in età fertile si rivaluta dopo un ciclo: nella maggior parte dei casi non c’è più. Un fibroma asintomatico stabile non ha bisogno di controlli ravvicinati. Un endometrio ispessito dopo la menopausa, invece, non si segue con ecografie ripetute: si approfondisce. E un’ecografia fatta un mese fa altrove, con un referto chiaro e lo stesso quesito, non va rifatta per abitudine.

Come si svolge al CIFS

L’ecografia pelvica si esegue nella stessa seduta della visita quando il quesito è già definito, così che il referto venga commentato subito e non a distanza di settimane. Nei percorsi di fertilità si integra con la valutazione della riserva ovarica e con gli esami per l’infertilità; nelle pazienti con dolore si abbina alla valutazione descritta nella pagina sul dolore durante i rapporti. La prenotazione passa dalla segreteria allo 055 470521 o dalla pagina contatti; gli esami ecografici sono eseguiti dalla Dr.ssa Sandra Pellegrini.

Domande frequenti

L’ecografia transvaginale fa male?

Non dovrebbe. La sonda è sottile e l’esame dura pochi minuti. Se c’è dolore va detto subito: può essere un dato clinico utile, non un fastidio da sopportare in silenzio.

Si può fare se non ho mai avuto rapporti?

In quel caso si usa la via sovrapubica, oppure, su indicazione e con consenso, quella transrettale, che dà immagini simili alla transvaginale.

Serve il digiuno?

No. Serve solo regolare la vescica secondo la via usata: vuota per la transvaginale, piena per la sovrapubica.

Posso farla con il ciclo?

Sì. Per la conta dei follicoli antrali i primi giorni sono anzi il momento migliore.

Il referto quando arriva?

Al termine dell’esame, con le immagini. Quando l’ecografia è contestuale alla visita, il commento clinico avviene nella stessa seduta.