L’astenozoospermia è la riduzione della capacità di movimento degli spermatozoi: si parla di astenozoospermia quando la motilità totale è sotto il 42% oppure la motilità progressiva è sotto il 30%, i limiti di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2021. Conta più della concentrazione, perché uno spermatozoo che non avanza non raggiunge l’ovocita nemmeno quando i numeri assoluti sono buoni. Prima di considerarla reale, però, va esclusa la causa più comune di tutte: un errore nella raccolta del campione.
Gli errori di raccolta che simulano un’astenozoospermia
La motilità è il parametro più fragile dello spermiogramma e decade rapidamente fuori dall’organismo. Un risultato falsamente basso si ottiene con uno sbalzo di temperatura durante il trasporto, con una consegna al laboratorio oltre l’ora, con l’uso di un preservativo comune o di un lubrificante (entrambi spermicidi), con un contenitore non sterile o con un’astinenza troppo lunga, che aumenta il numero di spermatozoi ma peggiora la loro vitalità. Un esame alterato in queste condizioni va semplicemente rifatto.
Le cause reali
Quando la ridotta motilità è confermata su due campioni raccolti correttamente, le cause più frequenti sono il varicocele, le infezioni genito-urinarie in corso o pregresse, la presenza di anticorpi antispermatozoo che fanno agglutinare gli spermatozoi fra loro, lo stress ossidativo legato a fumo, calore, obesità ed esposizioni professionali, e più raramente difetti strutturali del flagello di origine genetica. Nella maggior parte dei casi l’astenozoospermia non è isolata: compare insieme a una concentrazione ridotta o a una morfologia alterata, e l’insieme dei tre parametri pesa più di ciascuno preso da solo.
Gli esami che servono dopo
- Ecocolordoppler scrotale — è l’esame che individua il varicocele, la causa correggibile più comune di ridotta motilità.
- Spermiocoltura — obbligatoria quando nel campione compaiono leucociti in numero aumentato.
- Test di vitalità — distingue gli spermatozoi immobili ma vivi da quelli morti: è una differenza che cambia completamente la prognosi.
- Dosaggi ormonali — FSH, LH, testosterone, per capire se il problema è di produzione o di trasporto.
Immobili o morti: la distinzione che decide la prognosi
È il punto che quasi nessun referto spiega. Se il test di vitalità mostra che gli spermatozoi fermi sono comunque vivi, esiste materiale utilizzabile e la ICSI resta pienamente praticabile, perché per la microiniezione serve uno spermatozoo vitale, non uno spermatozoo veloce. Se invece la quota di spermatozoi morti è alta, il problema è diverso e va cercato altrove, tipicamente in un’infezione o in uno stress ossidativo marcato.
Quando è reversibile
La motilità risponde meglio di altri parametri alla rimozione della causa, ma su tempi lunghi: dopo la correzione di un varicocele o la cura di un’infezione il controllo dello spermiogramma ha senso non prima di tre mesi, perché è il tempo di un ciclo completo di spermatogenesi. Ripetere l’esame dopo tre settimane non dice nulla e genera solo ansia.
Quando non serve aspettare la correzione
Se la partner ha superato i trentacinque anni, o se all’astenozoospermia si somma una riduzione importante della concentrazione, conviene impostare in parallelo il percorso di procreazione assistita invece di attendere l’esito della terapia. Non è una rinuncia alla cura: è evitare di spendere in attesa mesi che pesano sulla riserva ovarica.
Che cosa facciamo al CIFS
Nella sede di Via della Fortezza 6 l’esame del liquido seminale, la spermiocoltura e la valutazione andrologica si eseguono insieme, e il campione viene analizzato subito dopo la raccolta: è il modo più semplice di escludere l’errore di trasporto. Per prenotare: 055 470521.