Scopri Come Ritrovare La Tua Femminilità MONNALISA TOUCH

Azoospermia ostruttiva e non ostruttiva: cosa cambia

L’azoospermia è l’assenza completa di spermatozoi nel liquido seminale, confermata su due campioni distinti dopo centrifugazione dell’intero eiaculato. Riguarda circa un uomo su cento e, a differenza di ogni altra alterazione dello spermiogramma, non ammette gradazioni: o ci sono spermatozoi o non ce ne sono. La domanda che decide tutto il percorso è però un’altra, ed è il primo bivio che affrontiamo in visita: gli spermatozoi non vengono prodotti, oppure vengono prodotti ma non escono?

Le due azoospermie, e perché la distinzione cambia tutto

Nell’azoospermia ostruttiva il testicolo lavora normalmente, ma la via di trasporto è interrotta: un esito di vasectomia, una malformazione congenita dei dotti deferenti, una cicatrice dopo un’infezione o un intervento. Gli spermatozoi ci sono, basta andarli a prendere a monte dell’ostacolo, e la probabilità di recuperarli chirurgicamente è molto alta.

Nell’azoospermia non ostruttiva, detta anche secretoria, la produzione è assente o gravemente ridotta. Le vie di trasporto sono libere ma non trasportano nulla. Qui il recupero chirurgico è possibile ma non garantito, e la decisione va presa dopo un inquadramento completo.

Come si distinguono

Nessun singolo esame decide da solo: la distinzione nasce dall’insieme.

  • FSH — normale o basso orienta verso la forma ostruttiva, nettamente elevato verso quella non ostruttiva.
  • Volume testicolare — conservato nella forma ostruttiva, spesso ridotto in quella secretoria.
  • Volume e pH dell’eiaculato — un eiaculato di poco volume e acido fa sospettare un’agenesia dei dotti deferenti.
  • Cariotipo e microdelezioni del cromosoma Y — le linee guida italiane sulla procreazione medicalmente assistita li indicano espressamente nell’azoospermia e nelle forme gravi di oligozoospermia.
  • Mutazioni del gene CFTR — da cercare nell’assenza congenita dei dotti deferenti, perché riguardano anche il rischio riproduttivo della coppia.

Prima di concludere che non ci sono spermatozoi

Due verifiche vanno fatte sempre, e vengono saltate più spesso di quanto si creda. La prima è la centrifugazione dell’intero campione con riesame del sedimento: in una quota di casi ricompaiono pochi spermatozoi, e questo sposta la diagnosi da azoospermia a criptozoospermia, con una prognosi diversa. La seconda è l’esame delle urine raccolte subito dopo l’eiaculazione, che smaschera l’eiaculazione retrograda: in quel caso gli spermatozoi esistono, ma finiscono in vescica invece che all’esterno.

Il prelievo chirurgico degli spermatozoi

Quando nell’eiaculato non ci sono spermatozoi, si possono cercare direttamente nel testicolo o nell’epididimo con le tecniche di prelievo chirurgico, fra cui la TESE. Secondo i documenti delle linee guida italiane sulla procreazione assistita il recupero riesce in circa la metà dei casi, e richiede che urologo e biologo della riproduzione lavorino coordinati, perché il materiale prelevato va valutato e congelato nello stesso momento. Gli spermatozoi così ottenuti si utilizzano in ICSI: le linee guida indicano questa tecnica proprio per l’azoospermia ostruttiva e secretoria con spermatozoi testicolari o epididimari.

Che cosa chiedere prima di accettare un intervento

Tre domande cambiano l’esito pratico della proposta: se è previsto il congelamento immediato del materiale recuperato, se la partner è già stata valutata e ha una stimolazione programmabile, e se il centro dispone del laboratorio nella stessa sede. Un prelievo riuscito il cui materiale non viene conservato correttamente è un intervento sprecato.

Che cosa facciamo al CIFS

Al centro di Via della Fortezza 6 l’inquadramento dell’azoospermia parte dalla ripetizione dell’esame con centrifugazione, prosegue con dosaggi ormonali ed ecocolordoppler e, quando serve, con gli accertamenti genetici. La valutazione andrologica e quella della partner procedono insieme, perché nell’azoospermia la tempistica della coppia conta quanto la diagnosi. Per prenotare: 055 470521.